Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca
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Il Primate della Chiesa Ortodossa di Antiochia invita alla pace civile e alla protezione dei cristiani in Siria
Servizio di comunicazione del DECR, 30.03.2026. Il 29 marzo, quinta domenica della Grande Quaresima, su invito di Sua Beatitudine il Patriarca Giovanni X della Grande Antiochia e di tutto l’Oriente, l’archimandrita Filipp (Vasiltsev), rappresentante del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ presso il Trono patriarcale di Antiochia, ha partecipato ai Mattutini e alla Divina Liturgia nella cattedrale della Dormizione nella città di Damasco.
La Divina Liturgia è stata presieduta da Sua Beatitudine il Patriarca Giovanni, in concelebrazione con il vescovo Romano di Seleucia, il vescovo Giovanni di Sergiopoli, l’archimandrita Paolo (Orduloglo), eletto e designato vescovo di Tartus, l’archimandrita Filipp (Vasiltsev), il clero della cattedrale e membri in sacri ordini del Patriarcato di Antiochia.
La predica dopo il versetto della comunione è stata pronunciata da Sua Beatitudine il Patriarca Giovanni. Il Primate della Chiesa Ortodossa di Antiochia ha affermato, tra l’altro:
“Amati nel Signore, cari fratelli e sorelle!
Ripeto ancora una volta le parole che ho già pronunciato un tempo dall’ambone di questa cattedrale: fratelli musulmani, tra ‘noi’ e ‘voi’ non c’è un ‘e’; ciò significa: noi siamo voi e voi siete noi. Così pensiamo, così viviamo e così ci relazioniamo gli uni agli altri.
Desidero esprimere parole di sostegno e trasmettere la mia benedizione e il mio amore al nostro popolo di Sqalbiyah. Allo stesso tempo, rivolgo parole di sostegno e amore a ogni siriano, ovunque si trovi, indipendentemente dalla sua origine o appartenenza religiosa, politica o regionale.
Dichiaro con tutto l’amore: cari concittadini siriani, musulmani e cristiani, uniamo i nostri sforzi per ricostruire la nostra amata Siria. Il nostro Paese è bello! Costruiamo insieme la Siria a cui tutti aspiriamo. Così è sempre stato, e così sarà, a Dio piacendo, nonostante tutte le difficoltà e gli ostacoli: andremo avanti e non guarderemo mai indietro. Questa è la nostra cultura.
In conclusione, vorrei ricordare la storia di San’Macario il Grande, l’asceta d’Egitto. Dalla sua vita sappiamo che un giorno questo grande santo, mentre camminava nel deserto pregando, vide un teschio umano sul ciglio della strada. Lo toccò con il suo bastone e chiese: ‘Chi sei?’ Una voce rispose: ‘Sono un uomo che era un ladro e un brigante.’ San Macario chiese: ‘Dove sei ora?’ La voce rispose: ‘Nel fuoco e nei tormenti.’ Egli chiese: ‘E come ti senti?’ La risposta fu: ‘In grande tormento e dolore insopportabile.’ Il santo chiese: ‘Perché ti trovi così?’ E la risposta fu: ‘Perché siamo tutti legati nel fuoco, uno sopra l’altro, e nessuno può vedere il volto dell’altro.’ Perciò il vero inferno è non vedere il volto di un altro essere umano, mentre il vero paradiso è l’incontro vivo con l’altro, la possibilità di vedere il suo volto, amarlo sinceramente e vivere con lui, chiunque egli sia. Questa è la nostra cultura; questo è ciò che vogliamo e a cui aspiriamo: vivere in pace e amore con il prossimo.
Qui, su questa terra, passiamo la nostra vita terrena e crediamo nel Signore, e con Lui camminiamo verso la Risurrezione. Assaporiamo già nella vita presente il Regno che viene, la vita divina. Iniziamo il cammino verso il Regno di Dio quando viviamo secondo i comandamenti di Dio, quando viviamo nell’incontro reciproco, quando amiamo il prossimo. Così assaporiamo il Regno che viene, ne gustiamo la dolcezza e la gioia.”
Al termine del servizio, il Patriarca Giovanni è stato salutato dall’archimandrita Filipp, che ha trasmesso al Primate della Chiesa Ortodossa di Antiochia parole di sostegno nella preghiera e di amore fraterno da parte del metropolita Antonij di Volokolamsk, Presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca.
***
Nella notte di sabato 28 marzo si sono verificati scontri nella città di Sqalbiyah, nella provincia siriana di Hama, tra residenti locali e militanti islamisti armati.
La stessa notte, centinaia di cristiani si sono recati presso la sede del Patriarcato di Antiochia chiedendo protezione dalla violenza.
Presidente del Dipartimento
Omelia
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