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Sua Santità il Patriarca Kirill ha consegnato le onorificenze ecclesiastiche al presidente del Decr e ai suoi vice

Il 27 settembre 2021, nella solennità dell’Esaltazione della Vera e Vivificante Croce del Signore, Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’, ha celebrato la Divina liturgia nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.

Con Sua Santità hanno concelebrato: il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne (Decr) del Patriarcato di Mosca; l’arcivescovo Leonid di Klin, vice presidente del Decr; l’arciprete Mikhail Rjazantsev, rettore della cattedrale di Cristo Salvatore; l’arciprete Nikolaj Balashov, vice presidente del Decr; l’archimandrita Filaret (Bulekov), vice presidente del Decr; l’archimandrita Aleksij (Turikov), segretario personale di Sua Santità il Patriarca Kirill; il clero di Mosca.

Dopo la liturgia, Sua Santità, i vescovi e chierici concelebranti hanno venerato la Croce del Signore.

Il Primate della Chiesa russa si è rivolto ai fedeli con un’omelia.

In seguito, in occasione del 75° anniversario del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne Sua Santità il Patriarca Kirill ha consegnato le onorificenze ecclesiastiche:

per il lavoro pastorale per il bene della Santa Chiesa e in occasione del 55° compleanno il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Decr, è stato insignito dell’ordine di san Sergio di Radonezh del II grado;

per il lavoro pastorale per il bene della Santa Chiesa l’arcivescovo Leonid di Klin, vice presidente del Decr, è stato insignito dell’ordine di san Sergio di Radonezh del III grado;

per il lavoro per il bene della Santa Chiesa l’arciprete Nikolaj Balashov, vice presidente del Decr, è stato insignito dell’ordine di san Serafino di Sarov del II grado;

per il lavoro per il bene della Santa Chiesa l’archimandrita Filaret (Bulekov), vice presidente del Decr, è stato insignito dell’ordine di san Serafino di Sarov del II grado.

Congratulatosi con il metropolita Hilarion e tutti i collaboratori del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne in occasione del giubileo, Sua Santità il Patriarca Kirill ha condiviso i suoi ricordi del tempo del lavoro al Dipartimento cui era legato sin dal 1968: “Facevo il segretario del metropolita Nikodim, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne nei difficilissimi anni delle persecuzioni sotto Khruscev e dopo di lui. Dal di dentro vedevo quante fatiche enorme richiedeva questo lavoro, quanta fede forte e quanto coraggio, perché molto di quello che facevano i collaboratori del Dipartimento andava contro la corrente comune del paese diretta verso l’indebolimento e, alla fine, la demolizione completa della vita religiosa”.

Secondo il Patriarca Kirill, all’epoca il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne “era in prima linea della lotta per l’esistenza della nostra Chiesa”. All’interno di questa istituzione si svolgeva un lavoro saggio e coerente per fermare le persecuzioni, renderle meno efficaci, persuadere le autorità a “smettere la pratica depravata di discriminazione dei credenti”.

“Era l’unica istituzione della nostra Chiesa che nelle relazioni ecclesiastico-statali difendeva la nostra Chiesa ortodossa”, ha sottolineato Sua Santità.

Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha anche osservato che per quasi 20 anni ha guidato il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne. Era l’epoca del cambiamento dell’ordinamento statale, quando l’economia andava in crisi. E la direzione del Dipartimento si adoperava, da una parte, per salvare l’istituzione, dall’altra, per farla efficace e orientata a effettuare gli obiettivi della Chiesa. “La Chiesa dal di dentro cercava di influenzare il popolo affinché si conservassero il suo spirito, la fede ortodossa, l’amore della patria”, ha testimoniato il Patriarca Kirill.

Sua Santità ha particolarmente sottolineato che uno dei compiti più importanti, che ha oggi il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne, è “il lavoro per superare gli scismi nell’Ortodossia universale generati dall’irruzione illecita, anticanonica e <…> folle del Patriarcato di Costantinopoli in Ucraina”.

“Spero che Sua Eminenza il metropolita Hilarion, l’arcivescovo Leonid, padre Nikolaj, padre Filaret e tutto il collettivo del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne faranno di tutto per superare lo scisma nella Chiesa ortodossa. E che un giorno potremo celebrare l’Eucaristia in questa cattedrale con i Primati delle Chiese ortodosse autocefale e comunicarci allo stesso calice. Crediamo che un giorno questo succederà. Ma affinché succeda al più presto, come diciamo, nei tempi propizi, dobbiamo pregare insieme. Tutta la Chiesa deve pregare per il superamento delle divisioni, ma lavorare in questo campo devono quei fratelli e sorelle che lavorano al Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne”, ha detto in conclusione il Primate della Chiesa russa e ha invocato la benedizione di Dio sui responsabili e collaboratori del Dipartimento.

A nome dei responsabili e collaboratori il metropolita Hilarion ha ringraziato Sua Santità il Patriarca Kirill:

“Santità!

A nome della direzione del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne e di tutti i collaboratori cui a nome di Sua Santità sono state consegnate alte onorificenze ancora in estate, mi permetta di ringraziarla cordialmente per l’attenzione primaziale con cui segue il lavoro del nostro Dipartimento.

Veramente, questo lavoro non è facile. Se qualcuno pensa che esso sia congiunto con grandi gioie e piaceri, si sbaglia assai. Prima di tutto, il nostro lavoro è carico di una grande responsabilità, poiché ogni errore può costare molto. E la responsabilità affidata a noi da Sua Santità e dal Santo Sinodo la sentiamo nel nostro lavoro quotidianamente.

Ma non tutto dipende solo da noi. Quando viene un tifone, rompe i tetti e abbatte le case, gli uomini non hanno altro da fare che aspettare che vada via e dopo cercare di riparare e ricostruire il distrutto. Il disastro che ha colpito la Chiesa ortodossa, purtroppo, ha già causato enormi danni sia alle singole Chiese ortodosse autocefale che a tutta quanta unità Inter-ortodossa. Però con gratitudine a Dio percepiamo il fatto che questo tifone non ha toccato direttamente la nostra Santa Chiesa, la quale è rimasta unita e incrollabile. E l’episcopato della nostra Chiesa, il clero, i monaci, i fedeli – in Russia, Ucraina, Bielorussia, Moldavia e altre parti del territorio canonico della Chiesa ortodossa russa – sentono la loro unità e sono pronti a combattere per essa.

Preghiamo per coloro che sono nello scisma con la speranza che comprendano l’erroneità del loro comportamento, ritornino alla via canonica, e l’unità dell’Ortodossia mondiale sarà ristabilità.

Come Lei ha più volte rammentato, non c'è altro modo di raggiungere questo scopo che seguire la tradizione canonica della Chiesa e proteggerla, nonostante tutti i venti che soffiano da diverse parti.

Sia sicuro, Santità, che il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne sotto la Sua direzione primaziale La aiuterà anche in futuro a portare la Sua croce da Patriarca nelle questioni che concernano le relazioni esterne. Certamente, non sono solamente le questioni della sfera di relazioni inter-ortodosse, ma anche quelle delle relazioni con il mondo non ortodosso, altre tradizioni religiose e i nostri compatrioti all’estero.

Santità, Lei è praticamente coetaneo del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne. Lei è più giovane di soli sei mesi. In questo fatto vediamo una particolare provvidenza di Dio, perché davvero tutta la Sua vita è legata alla sfera delle relazioni ecclesiastiche esterne. Essendo ancora molto giovane, Lei intraprese questo cammino e per quasi 20 anni guidò il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne. Però anche oggi Lei non priva questa sfera della Sua attenzione primaziale, il che per noi è molto importante.

Vorrei ringraziarla di cuore per le onorificenze consegnate a noi e ai collaboratori del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne e augurare a Sua Santità molti e benedetti anni del ministero patriarcale”.

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