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Il Patriarca accoglie delegazione della provincia di Trento

Il 27 febbraio 2018 il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill ha ricevuto presso la residenza patriarcale nel Monastero San Daniele di Mosca la delegazione della provincia di Trento.
Facevano parte della delegazione: l’arcivescovo-metropolita emerito dell’arcidiocesi di Trento monsignor Luigi Bressan; il Presidente della provincia autonoma di Trento dottor Ugo Rossi, il coordinatore del progetto Mostra dei presepi a Mosca dottor Dino Leonesi; il presidente dell’Associazione “Amici del presepio” Walter Deflorian; il consigliere provinciale Pietro Degodenz; il dirigente della provincia autonoma di Trento dottor Maurizio Rossini; il responsabile per le attività internazionali della provincia di Trento dottor Raffaele Farella; il capo del gabinetto del Presidente della provincia di Trento dottor Moreno Tait; il sindaco di Predazzo Maria Bosin; il sindaco di Fiavè Angelo Zambotti.
Per il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca hanno partecipato all’incontro il vicepresidente del Decr archimandrita Filaret (Bulekov); il segretario del Decr per i paesi esteri arciprete Sergij Zvonarev; il segretario del Decr per le relazioni intercristiane ieromonaco Stefan (Igumnov) e il collaboratore del Decr sacerdote Aleksej Dikarev.
Salutando gli ospiti italiani, il Patriarca ha menzionato che ha ricordi del tutto particolari di Trento, per aver partecipato a una consultazione teologica tra i rappresentanti della Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa russa, svoltasi in quella città nel 1975. “Così ho potuto conoscere la vita ecclesiale e perfino parrocchiale della Chiesa cattolica e dell’arcidiocesi di Trento, - ha affermato Sua Santità. – Perciò conservo nel cuore dei ricordi molto buoni, e con questi sentimenti sono molto lieto di salutarvi”.
La delegazione trentina è arrivata a Mosca per salutare ufficialmente la mostra dei presepi provenienti dalla regione, presentata nelle sale del Museo patriarcale dell’arte ecclesiastica presso la Cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca. Inaugurata a Mosca dopo essere stata esposta in alcuni paesi, la mostra permette di venire a conoscenza dell’arte di creazione dei presepi in Italia, loro terra d'origine.
“So che è una mostra molto rinomata e che è già stata presentata a Roma, a Costantinopoli e in Terra Santa; ora invece giunge a Mosca,- ha detto il Patriarca Kirill. – L’esposizione è stata inaugurata alla vigilia del Natale e ha attirato tanta attenzione dei moscoviti, nonché di abitanti delle altre città”. Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha ringraziato il Presidente della provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, che è stato iniziatore dell’organizzazione della mostra in Russia.
Il Patriarca ha sottolineato che dopo l’incontro con Papa Francesco all’Avana nel 2016 sono state riattivate le relazioni della Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa nel campo culturale. Così alla fine del 2016 – inizio del 2017 si è svolta presso la Galleria Tretiakov la mostra dei capolavori dell’arte italiana dai Musei Vaticani che ha riscosso grande successo di pubblico. “Il fatto che ora prestiamo tanta attenzione ai legami culturali nell’ambito dei rapporti con la Chiesa cattolica segna un giusto approccio allo sviluppo delle nostre relazioni”, - ha ribadito Sua Santità.
Un altro fattore importante sono i pellegrinaggi reciproci e venerazione delle reliquie, ha constatato il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, menzionando particolarmente che in seguito all’accordo raggiunto all’Avana, l’anno scorso sono state portate da Bari in Russia le reliquie di San Nicola il Taumaturgo. “Portiamo reliquie dalla Terra Santa, dall’Athos e dagli altri luoghi, e sono sempre tanti pellegrini che vengono a Mosca per venerarli. Però quello che è successo a causa del arrivo delle reliquie di San Nicola ha superato tutto che era avvenuto prima in riguardo alla venerazione delle reliquie, - ha ricordato Sua Santità. – In due mesi le reliquie sono state venerate da quasi 2 milioni 300 mila persone. Un’altra cifra interessante: all’inizio dell’ostensione delle reliquie ci stavano aiutando 2 mila giovani volontari, mentre verso la fine della permanenza delle reliquie nel nostro paese erano già 14 mila. Per venerare le sante reliquie la gente aspettava in una lunghissima fila per 8-9 ore, e a volte anche fino a 12 ore. Ogni tanto veniva proposto ad alcuni vecchi di passare più velocemente, però quelle persone rispondevano spesso: “No, dobbiamo stare qui”. In quelle file ci stavano sia membri del governo, sia esponenti celebri della scienza e della cultura, sia gente semplice”.
“Considero anche molto importante che siano presenti sull’agenda delle nostre relazioni temi legati al valore della famiglia, questioni morali, - ha proseguito il Primate della Chiesa ortodossa russa. – Sicuramente sapete meglio di me ciò che sta avvenendo nella vita spirituale della civiltà occidentale: si cerca di rimuovere dalla vita quotidiana della gente i valori religiosi e come sostituto proporre i cosidetti valori secolari. Anche noi abbiamo sperimentato lo stesso: anche nell’Unione Sovietica i valori religiosi erano marginalizzati, mentre venivano promossi i valori ideologici. E sappiamo che molti erano adescati da essi e hanno rinunciato alla fede. Però l’esperienza dimostra che nessuna ideologia sopravvive per più di quattro-cinque generazioni. Cambia il contesto storico e le ideologie se ne vanno. Nessuno si aspettava che dopo il tempo della vita di quattro generazioni, durante il quale l’ateismo era l’ideologia dominante nell’Unione Sovietica, potesse cominciare la rinascita religiosa. Credo che tutti noi oggi dobbiamo lavorare perché su scala mondiale la fede salda dei popoli sostituisca le ideologie”.
Sua Santità ha ricordato che l’attività pacifica della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa cattolica è un fattore di grande importanza che favorisce la riconciliazione dei popoli. “Questo potenziale pacifico delle Chiese, secondo me, deve venire usato attivamente oggi, quando il mondo è diventato così travagliato, quando tutti noi ci avviciniamo alla disastrosa prospettiva del conflitto globale. Perciò, senza dubbi, le Chiese devono collaborare in modo molto intenso per la pace e la giustizia”, - ha messo in rilievo il Patriarca Kirill.
L’arcivescovo emerito dell’arcidiocesi di Trento monsignor Luigi Bressan, rivolgendosi al Patriarca, lo ha ringraziato per la possibilità di incontrare il Primate della Chiesa ortodossa russa e ha condiviso la gioia per la rinascita della fede nella società russa, la quale si era manifestata anche nella venerazione delle reliquie di San Nicola durante la loro permanenza in Russia.
Parlando della consultazione teologica, svoltasi a Trento e menzionata dal Patriarca Kirill, monsignor Luigi Bressan ha riportato: “Grazie agli incontri del 1975 abbiamo scoperto l’iconografia che era già quasi dimenticata, e così ora abbiamo i propri iconografi che creano delle icone, e sempre in contatto con la Chiesa ortodossa russa stiamo sviluppando questa arte”.
L’arcivescovo emerito ha anche sottolineato l’importanza dei valori cristiani, i valori della famiglia, del significato dei quali ha parlato durante l’incontro il Primate della Chiesa ortodossa russa.
“Prestiamo tanta attenzione a questi temi, perché consideriamo che non c’è futuro senza il rafforzamento della famiglia”, - ha rilevato, a sua volta, il Presidente della provincia autonoma di Trento dottor Ugo Rossi.
Dopo aver salutato il Patriarca a nome di tutta la popolazione della regione, ha detto: “Siamo particolarmente commossi dai Suoi ricordi della visita a Trento alla fine del 1975, quando ebbe inizio l’amicizia che dura finora. Come ha potuto osservare durante la Sua visita, è una piccola regione montuosa, i cui abitanti sono gente semplice e laboriosa. La nostra regione è un mediatore tra la cultura mediterranea, la cultura del sud, e la cultura del nord”.
Il Presidente della provincia di Trento ha ringraziato il Primate della Chiesa ortodossa russa per aver sostenuto il progetto dell’esposizione dei presepi natalizi presso la Cattedrale del Cristo Salvatore. “Credo che questa mostra sia un evento notevole che mette in rilievo l’importanza dello sviluppo del dialogo fra le due Chiese, nonché fra i popoli”, -ritiene il dottor Ugo Rossi.
A conclusione dell’incontro le parti si sono scambiate i doni commemorativi.

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