Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca
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Esperti dell’ONU esprimono preoccupazione per l’escalation di misure legislative e amministrative contro la Chiesa Ortodossa Cristiana Estone
Servizio di comunicazione del DECR, 23.11.2025. Il 15 dicembre 2025 il sito dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha pubblicato un comunicato stampa nel quale esperti delle Nazioni Unite hanno espresso seria preoccupazione per l’escalation di misure legislative e amministrative contro la Chiesa Ortodossa Cristiana Estone (già Chiesa Ortodossa Estone del Patriarcato di Mosca – ndr). La dichiarazione è stata resa dall’Esperto indipendente ONU Dimitrios Katrougalos, dalla Relatrice Speciale ONU sulla libertà di religione o di credo Nazila Ghanea e dal Relatore Speciale ONU sulle questioni delle minoranze Nicolas Levrat.
La pubblicazione rileva che tali azioni potrebbero costituire restrizioni non ammissibili alla libertà di religione e ai diritti delle minoranze.
«Siamo preoccupati che i recenti passi compiuti dalle autorità estoni – che vanno da modifiche legislative a decisioni amministrative – sembrino colpire in modo sproporzionato una specifica comunità religiosa», hanno sottolineato gli esperti. È stato inoltre osservato che «l’affiliazione canonica, la gerarchia ecclesiastica e l’obbedienza spirituale sono componenti integranti della libertà di religione e sono pienamente tutelate dal diritto internazionale».
Gli esperti hanno richiamato l’attenzione sugli emendamenti alla Legge sulle Chiese e le Congregazioni, su una decisione giudiziaria del maggio 2025 e su dichiarazioni pubbliche che mettono in discussione l’affiliazione canonica della Chiesa Ortodossa Cristiana Estone, elementi che, a loro avviso, creano il rischio di stigmatizzazione della più grande denominazione cristiana del Paese, un’istituzione importante sia per gli estoni etnici sia per la significativa comunità russofona dell’Estonia.
È stata espressa preoccupazione anche per la cessazione dei finanziamenti statali alla Chiesa Ortodossa Cristiana Estone e per la sua esclusione dalle consultazioni. Gli esperti si sono inoltre detti turbati da decisioni restrittive sui permessi di soggiorno che colpiscono il clero e dal ricorso a «valutazioni di sicurezza non divulgate». «La sicurezza nazionale non è un motivo ammissibile per limitare la libertà di religione o di credo», hanno affermato gli esperti, richiamando l’articolo 18 del Patto internazionale sui diritti civili e politici e l’articolo 9 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In questo contesto, hanno ribadito che qualsiasi restrizione deve essere giustificata nel rigoroso rispetto di tutti gli standard sui diritti umani, inclusi proporzionalità, necessità e non discriminazione.
Gli esperti hanno menzionato in particolare fatti quali la risoluzione improvvisa di un contratto di locazione di lunga durata con la Chiesa Ortodossa Cristiana Estone, un «significativo e inspiegabile aumento dei premi assicurativi» per il Convento di Pühtitsa, nonché l’«espulsione o la rimozione di fatto di alti membri del clero senza adeguate garanzie procedurali». «Tali azioni interrompono la normale vita religiosa e possono compromettere l’autonomia che dovrebbe essere garantita dalla libertà di religione o di credo», afferma il comunicato.
La pubblicazione sul sito dell’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani osserva inoltre che, sebbene gli emendamenti alla Legge sulle Chiese e le Congregazioni siano formulati in termini generici, essi sono stati giustificati e applicati nella pratica quasi esclusivamente con riferimento ai legami canonici storici della Chiesa Ortodossa Cristiana Estone con il Patriarcato di Mosca. Ancora prima dell’adozione della legge, secondo gli esperti, alcuni organi statali avevano creato un «clima conflittuale» incompatibile con il dovere dello Stato di mantenere la neutralità in materia di religione o di credo.
Gli esperti hanno accolto con favore la decisione del Presidente Alar Karis di non firmare gli emendamenti e di rinviarli per il controllo di costituzionalità alla Corte Suprema dell’Estonia. Allo stesso tempo, hanno invitato le autorità estoni a sospendere le azioni amministrative e giudiziarie contro la Chiesa Ortodossa Cristiana Estone fino al completamento della revisione e ad avviare consultazioni approfondite con le comunità religiose ed etniche.
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