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Il metropolita Hilarion ha partecipato all’apertura di una mostra dedicata al 300° anniversario della proclamazione dell’Impero russo

Il 1 dicembre 2021 nel Museo storico statale è stata aperta la mostra “L’Impero russo”.

Il nuovo progetto espositivo continua una serie di eventi festivi in occasione del 150° anniversario del Museo storico. Il progetto è stato realizzato con il sostegno della Fondazione “Storia della patria”, del Cantiere navale unito, della Società metallurgica unita.

Con un saluto ai partecipanti alla cerimonia si è rivolto il direttore del Museo storico statale A. K. Levykin, il quale ha sottolineato che il 300° anniversario della formazione dell’Impero russo è una data significativa nella storia del nostro popolo perché “segnò il passaggio della Russia da uno stato regionale che influenzava sul Nord-Ovest d’Europa ad uno stato che cominciò a decidere il destino di tutta Europa e quindi di tutto il mondo”.

Poi alla cerimonia d’apertura è intervenuto il presidente della Società storica russa (RIO), direttore del Servizio dell’intelligence della Russia S. E. Naryshkin. Secondo lui, la mostra dedicata al 300° anniversario della proclamazione della Russia impero, in cui sono esposte centiniaia di oggetti di grande interesse, “è un regalo eccezionale a tutti coloro che amano la nostra grande storia”.

“Gli eredi di Pietro il Grande riuscirono a creare un meccanismo politico equilibrato, il quale provvedeva al bilanciamento degli interessi del centro imperiale e delle periferie nazionali, mentre l’idea del servizio di tutte le classi alla Patria unì le etnie e confessioni più diverse. Purtroppo, dopo due secoli, per le ragioni storiche oggettive, l’Impero cedette ad altre forme d’organizzazione statale in Russia. Certamente, è difficile sopravvalutare questi due secoli della storia imperiale della Russia dal punto di vista dello sviluppo dello stato russo, della formazione del carattere nazionale russo”, ha detto il presidente della RIO.

Il vice ministro della cultura della Federazione Russa A. Ju. Manilova ha raccontato che negli ultimi anni il museo ha presentato molti progetti espositivi vistosi e di successo, compresi quelli congiunti con dei musei dell’Italia, della Germania, con il Louvre, l’Hermitage, il Museo russo. “Certamente, la priorità del programma espositivo di quest’anno è questa mostra. I 400 oggetti del periodo dell’Impero russo non lasceranno indifferente nessuno, sia specialisti che chiunque che ami la storia”, ha osservato lei.

In seguito ai presenti si è rivolto il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne (Decr) del Patriarcato di Mosca metropolita Hilarion di Volokolamsk. Salutando i partecipanti alla cerimonia a nome di Sua Santità il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus’, il metropolita ha detto, fra l’altro:

“La mostra che apriamo oggi è molto significativa. È dedicata a quel periodo nella storia russa che è giustamente considerato come periodo di fioritura. È il periodo quando cresceva la potenza economica e politica della Russia, quando il nostro paese vinceva brillanti vittorie sul campo militare, quando si espandevano i suoi confini.

Per la Chiesa ortodossa russa questo periodo è caratterizzato dall’abolizione del Patriarcato, quando l’imperatore faceva capo della Chiesa: dirigeva la Chiesa tramite il suo ober-procuratore. Tutte le decisioni a proposito della nomina dei vescovi, della premiazione si prendevano a nome di Sua Maestà Imperiale. I Patriarchi orientali, quandi si rivolgevano al Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa, chiamavano questo organo dirigente collettivo “cara sorella in Cristo” perché la parola “sinodo” nel greco è femminile.

Spesso critichiamo questo periodo nella vita della Chiesa poiché essa era priva di alcuni attributi ecclesiali, così importanti come il Patriarcato, l’indipendenza del governo interno. Però non dobbiamo dimenticare che anche per la Chiesa ortodossa russa è stato un periodo di fioritura, quando la Chiesa godeva di grandi possibilità, aveva un notevole grado di libertà poiché lo stato che la controllava e di cui essa faceva parte era ortodosso. Perciò una certa sinfonia fra la Chiesa e lo stato sicuramente esisteva.

Questo periodo per la Chiesa è caratterizzato dall’aumento del numero delle parrocchie e dei monasteri, dalla vita e dall’attività delle persone straordinarie come san Serafino di Sarov, san Filarete di Mosca, sant’Ioann di Kronstadt. Perciò consideriamo questo periodo della storia russa, ringraziando Dio.

Con l’espansione dei confini dell’Impero russo, anche la missione ecclesiastica si espandeva sui nuovi territori. Proprio in questo periodo sono state formate la Chiesa ortodossa giapponese, la Chiesa ortodossa cinese, la missione della Chiesa ortodossa russa nell’Estremo Oriente e in Alaska. Sono le pagine belle e gloriose nella storia della nostra Chiesa che finora hanno le sue consiguenze. Basti dire che la Russia lasciò l’Alaska tanto tempo fa, ma le chiese ortodosse ci sono e la Chiesa ortodossa continua a svilupparsi. Basterebbe anche osservare che la Chiesa ortodossa giapponese, fondata proprio in quel periodo – nella seconda metà del XIX secolo – da san Nicola di Giappone, Uguale agli apostoli, continua a esistere e svilupparsi.

Mi auspico che la conoscenza di questa mostra sia per tutti noi interessante ed informativa. Auguro a tutti buona salute in questo tempo difficile in cui viviamo e che il Signore ci protegga da ogni male”.

Sono intervenuti anche il primo vice presidente del Comitato del Consiglio della Federazione per scienza, educazione e cultura N. K. Eremina e il vice direttore generale per la cooperazione con le strutture del potere statale e i contatti con il pubblico della Società “ Cantiere navale unito” D. R. Pollyeva.

In seguito, il direttore del Museo storico statale A. K. Levykin ha fatto una visita guidata per i partecipanti alla cerimonia.

La mostra presenta la storia dello sviluppo dell’Impero russo e scopre i problemi principali legati all’organizzazione politico-territoriale dello stato: l’autoritarismo del potere, la vastità del territorio, la multietnicità, un notevole potenziale economico-sociale, un forte esercito regolare come garante della sicurezza e la Chiesa come fondamento spirituale e sociale dello stato. La maggior parte dei 400 oggietti museali della mostra è esposta qui per la prima volta.

La mostra finirà il suo lavoro il 1 marzo 2022.

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