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In Libano ha avuto luogo un convegno sulla pr…

In Libano ha avuto luogo un convegno sulla presenza ortodossa russa nella regione

Il 6 novembre 2021 nella “Casa russa” nella capitale del Libano ha avuto luogo il convegno scientifico-teologico sul tema “La presenza ortodossa russa sulla sacra terra libanese. In occasione del 75° anniversario della Rappresentanza della Chiesa ortodossa russa a Beirut”.

Il rettore della Rappresentanza archimandrita Filipp (Vasil’tsev) ha salutato i partecipanti e gli ospiti del forum. “Con questo convegno continuiamo a festeggiare il 75° anniversario della Rappresentanza della Chiesa ortodossa russa a Beirut”, ha detto lui.

Il direttore della “Casa russa” a Beirut V. I. Zaichikov si è rivolto ai presenti con un saluto e ha sottolineato il ruolo importante della Chiesa ortodossa russa nella storia delle relazioni fra la Russia e il Libano. “Proprio la Chiesa ortodossa russa e le sue organizzazioni pubbliche erano agli inizi della collaborazione dei due stati nelle sfere del sostegno della popolazione cristiana, dell’educazione e della sanità. I compatrioti russi, che per vari motivi abitano in Libano, hanno sempre trovato nella Rappresentanza della Chiesa ortodossa russa a Beirut una particella della casa loro e quelli vincoli spirituali che li hanni indissolubilmente legati con la Russia”, egli ha detto fra l’altro.

Nel discorso di apertura l’esarca patriarcale dell’Europa Occidentale, capo della Direzione delle strutture all’estero del Patriarcato di Mosca, metropolita Antonij di Korsun’ e dell’Europa Occidentale ha osservato: “Abbiamo cominciato il programma della celebrazione del 75° anniversario della Rappresentanza della Chiesa ortodossa russa con la Divina liturgia, con preghiera. E durante la nostra preghiera sono stati menzionati i nomi dei chierici e dei parrocchiani, i quali hanno fatto in questi 75 anni la storia ricca della nostra Rappresentanza a Beirut. Dietro questi nomi ci sono le vite, i destini, le tappe, la storia non solo della Rappresentanza, ma anche del tutto stato libanese”.

Il metropolita ha trasmesso ai presenti un saluto e la benedizione di Sua Santità il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus’. “Sua Santità segue con molta attenzione gli eventi della celebrazione del giubileo della nostra Rappresentanza. E dandomi la benedizione per questa visita, Sua Santità il Patriarca ha espresso la speranza che gli eventi festivi, questo convegno compreso, avrebbero notevolmente contribuito al rafforzamento delle relazioni fraterne fra la Chiesa ortodossa russa e quella antiochena”, ha detto il metropolita Antonij.

Il rappresentante del Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente presso il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ metropolita Nifon di Filippopolis ha raccontato ai partecipanti e agli ospiti del convegno della sua conoscenza dell’Ortodossia russa: “Quando decisero di aprire la Rappresentanza della Chiesa a Beirut, ero ancora piccolo, ma mi ricordo che il mio maestro spirituale metropolita Nifon (Sabah) di Zahla amava molto la Chiesa russa, manteneva l’amicizia con alcuni vescovi russi e ogni tanto da noi a Zahla venivano dei preti russi con i loro fedeli. Non capivo ancora niente in geografia e avevo un’idea vaga di dove si trovava l’Unione Sovietica, però sapevo che esistevano i russi che credevano come noi, ma non sedevano durante la liturgia e spesso si facevano il segno della croce”.

“Più tardi, quando diventai più grande, il mio maestro voleva che andassi a studiare in Russia, nella Lavra della Santissima Trinità e di san Sergio. Incontrai il sacerdote che allora faceva il rettore a Beirut e il vescovo Ioann (Vendland) che faceva il rappresentante della Chiesa russa a Damasco. Erano molto contenti, e il vescovo Ioann insisteva che mi avrebbe fornito del necessario lui stesso per questo viaggio, sì che mi sentivo incapace di rifiutare: mi comprò una tonaca pesante e il biglietto aereo per Mosca. Non l’ho visto mai più, ma tanti anni dopo ho pregato sulla sua tomba a Jaroslavl’. Mi ricordo che ci incontammo in un apartamento a Beirut, dove vidi un’icona della Madre di Dio che allora mi sembrò strana, mi dissero che si chiamava “la Gioia inaspettata”. E poi è successo così che nella chiesa a Mosca di cui facevo il rettore l’icona più venerata era proprio quella “Gioia inaspettata” e e me ne sono innamorato sì che adesso sto costruendo a Zahla una chiesa in onore di questa immagine della Madre di Dio”.

Il metropolita Nifon di Filippopolis ha ricordato con una buona parola ancora uno dei rettori della Rappresentanza della Chiesa russa a Beirut nel passato – l’arciprete Pavel Statov: “Studiavo ormai nella Lavra, per le vacanze venivo in Libano, celebrai qualche volta con lui in una delle cappelle della cattedrale dell’Annunciazione a Beirut, che allora era concessa alla Rappresentanza russa per le liturgie, andavo a trovarlo. Ci sempre offriva i piatti russi, tra cui le frittelle molto gustose. Il padre Pavel era molto apprezzato dal metropolita di Beirut di allora Elia (Saliba) di buona memoria, e mi ricordo, egli lo sempre invitava il secondo giorno di Pasqua a concelebrare nella cattedrale, dove il padre Pavel leggeva il Vangelo in paleoslavo”.

“Il rappresentante della Chiesa svolge un ruolo importante nel rafforzamento dell’amicizia fra le Chiese e i popoli poiché, gurdandoci, la gente si fà un’idea della nostra Chiesa e del nostro paese. Perciò sono lieto di ricordare tali rappresentanti come, per esempio, l’arciprete Jakov Il’ich, un uomo molto educato e colto”.

Il rappresentante del Patriarca di Antiochia presso il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ ha sottolineato: “Sono contento che adesso la Rappresentanza della Chiesa russa a Beirut è diretta dal padre Filipp, perché vedendo lui, le sue buone opere, la vita della comunità russa i libanesi giudicano la santa Chiesa russa che amo molto. Vedo con quale trepidazione e devozione il padre Filipp celebra, con quale pietà e interesse s’informa dei santi e delle cose sacre del Libanoe assieme a lui tutta la comunità russa, e gioisco che questa gente con la sua vita mostra le relazioni fraterne fra le nostre Chiese”.

“In conclusione vorrei sottolineare che noi – i rappresentanti della Chiesa di Antiochia presso la sede di Mosca e della Chiesa russa presso la sede di Antiochia, tutte e due le Rappresentanze vivono grazie alla benedizione dei nostri Patriarchi e qu, nella città antica di Beirut, anche alla benedizione del metropolita Elia di Beirut”, ha osservato il metropolita Nifon di Filippopolis.

Il metropolita Antonje di Morava ha salutato i presenti a nome di Sua Santità il Patriarca serbo Porfirje. “La Chiesa ortodossa russa sul territorio della maggior parte delle Chiese ortodosse locali ha fatto un grande contributo al rafforzamento delle relazioni inter- ecclesiali fraterne”, ha constatato il metropolita Antonje. “Le chiese costruite dai russi sono monumentali. La bellezza e il decoro degli uffici liturgici, l’esattezza e la diplomaticità dei rappresentanti della Chiesa ortodossa russa in molti paesi affascinano centinaia di migliaia di persone che diventano credenti. Ciò si può vedere anche nei paesi non ortodossi, per esempio, in Cina e in Giappone. Leggendo le pagine della storia della Rappresentanza a Beirut, vediamo quali persone eccezionali qui hanno lavorato, pregato, avevano una grande autorevolezza. Caro padre Filipp, tanti auguri per il 75° anniversario della Rappresentanza. Che Dio le dia saggezza affinché Lei anche in seguito diriggesse altrettanto bene la Rappresentanza per il bene dei due popoli del Libano e della Russia”.

Il rappresentante della Chiesa ortodossa delle Terre ceche e della Slovacchia presso il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ archimandrita Serafim (Shemjatovskij) ha trasmesso gli auguri “del lavoro di successo, della vita pacifica e dell’aiuto di Dio sulla terra benedetta del Libano” a nome di Sua Beatitudine il metropolita Rostislav.

L’ambasciatore plenipotenziario della Russia in Libano A. N. Rudakov ha cordialmente salutato i partecipanti al convegno. “I rapporti fra la Russia e il Libano hanno una base spirituale solida in quanto relazioni tradizionalmente amichevoli fra la Chiesa ortodossa russa e quella antiochena che risalgono nel lontano passato. All’inizio del XX secolo in Libano sotto il patronaggio della Società imperiale ortodossa palestinese e della Chiesa ortodossa russa funzionavano 48 così dette “scuole moscovite”. L’ambasciata della Federazione Russa a Beirut, a proposito, si colloca nell’edificio in cui prima si trovava una tale scuola”, ha rammentato il diplomatico.

Egli ha menzionato anche la comprensione reciproca e la cooperazione sia al livello statale che a quello inter-ecclesiale ed anche al livello del pubblico ortodosso della Russia e del Libano.

“Vorrei particolarmente segnalare che l’attività della Chiesa ortodossa russa e della sua Rappresentanza a Beirut è indirizzata, prima di tutto, al ristabilimento della pace civile e della concordia in Libano con il mantenimento indiscutibile della presenza cristiana nel paese”, ha detto A. N. Rudakov.

Egli ha pure assicurato che “la Russia anche in seguito sosterrà la comunità ortodossa in Libano per mantenere un equilibrio nelle sfere politico-confessionale e sociale”.

Il rappresentante del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ presso il Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente igumeno Arsenij (Sokolov) ha fatto ricordare ai presenti che la Rappresentanza a Beirut è il luogo di testimonianza più antico del Patriarcato di Mosca sul territorio canonico della Chiesa ortodossa antiochena: “Tutta la storia del dopoguerra, la vita delle tre generazioni, è la storia della Rappresentanza del Patriarcato di Mosca a Beirut”.

Con le relazioni al convegno sono intervenuti: il professore dell’Accademia teologica di Mosca e dell’Accademia teologica Sretenskaja, membro del Consiglio inter-conciliare della Chiesa ortodossa russa arciprete Vladislav Tsypin (“Le relazioni fra il Patriarcato di Antiochia e la Chiesa ortodossa russa nei XX e XXI secoli”), il direttore della rappresentanza dell’agenzia ITAR-TASS in Libano D. A. Zelenin (“Gli emigranti della “prima onda” e la Rappresentanza russa”), la ricercatrice della presenza russa in Libano T. V. Bacher (Kuvasheva) (“I sepolcri russi sui cemeteri del Libano”), il giornalista e analitico Kfuri Iskander (“Le scuole moscovite in Palestina; Libano e Siria”).

Secondo l’opinione dei partecipanti al forum, i russi abbiano fatto un contributo notevole alla vita culturale del Libano, e il lavoro di ricerca in questa sfera vada continuato. Una questione attuale è il restauro delle tombe russe nella terra libanese.

Con il discorso di conclusione è intervenuto il metropolita Siluan dei Monti libanesi che fra l’altro ha osservato: “La vostra storia è molto bella e interessante. Ho ascoltato con piacere i relatori che sono venuti da noi dalla Russia, saluto particolarmente l’arciprete Vladislav Tsypin. Vuol dire, c’è la gente che conosce la storia delle relazioni russo-arabe”. Il metropolita ha espresso la speranza per la continuazione delle ricerche scientifiche in questa sfera che “porteranno risultati in futuro”.

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